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Deambulatore Ortodinamico Microgravitario (DOM)

Deambulatore Ortodinamico Microgravitario

Il suo utilizzo è vincolato ad una valutazione funzionale che ne indirizza l'ottimizzazione applicativa.

Il Sistema, sottraendo il soggetto allo “standing” viziato da situazioni dinamiche adattative e/o patologiche, permette la momentanea sospensione/riduzione dei problemi gravitari in modo da indurne la concentrazione sugli aspetti funzionali del cammino.

Nel progresso dello svolgimento il Sistema consente al terapista di applicare  dei “correttivi vincolari” in opposizione agli adattamenti disfunzionali fin dove questi possano essere successivamente resi mantenibili con l'allenamento.
La conseguente ottimizzazione neuromuscolare deve poi essere trasferita nel quotidiano con l'utilizzo di chinesiterapia specifica finalizzata alla condizione in trattamento, che si tratti di un atleta o di un  soggetto disfunzionale.

L'ambito di utilizzo è il più ampio, dato che si interviene sul movimento caratterizzante l'essere umano evolutivo. Conquistare la capacità deambulatoria occupa uno spazio rilevante nella formazione psicomotoria del neonato, così come in seguito le patologie e/o la stessa senilità porteranno a lottare per perderla il più tardi possibile.

Gli adattamenti antalgici e/o disfunzionali di ogni provenienza sfruttano la grande capacità della “geometria variabile” con la quale l'essere umano risponde ai tre problemi primari della deambulazione: 

  1. Non cadere
  2. Non avvertire dolore
  3. Ottimizzare l'energia in relazione al compito da svolgere

A parte la situazione sportiva per la quale l'ambito prestativo è dominante e che presuppone una condizione non patologica né disfunzionale del soggetto (anche se questo, specialmente a certi livelli, non è poi così vero) non “cadere” (ovvero continuare a svolgere la funzione motoria antigravitaria così come acquisita a livello evolutivo sia di specie sia individuale) comporta adattamenti neuro-motori di alto profilo al quale sono (momentaneamente) sacrificabili la simmetria sia strutturale sia funzionale, situazione non mantenibile nel tempo.

Questa forma di adattamento esita sovraccarichi locali che progressivamente esauriscono le capacità compensative, inducendo la rottura dell'equilibrio e la conseguente patologia.