TERAPIE STRUMENTALI

In varie fasi delle patologie trattate è importante abbinare alle terapie manuali anche le terapie fisiche strumentali, con l'obiettivo di trattare il dolore, gestire l'edema, rigenerare i tessuti,

decontrarre la muscolatura, stimolare i processi di guarigione dei tessuti molli e dell’apparato muscolo scheletrico.

TECARTERAPIA

Letteralmente: Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo, ovvero il trasferimento di energia da un generatore al tessuto attraverso un’onda elettromagnetica.

Effetti sui tessuti:

  • attivazione del microcircolo senza dilatare i grossi vasi a bassi livelli energetici
  • a medi livelli effetto biostimolante e aumento del flusso ematico
  • ad alti livelli energetici rigenerazione dei tessuti lesi, accelerazione dei tempi di riparazione dei tessuti. Il calore sprigionato da inoltre un effetto antalgico e decontratturante. Indicazioni
  • Traumi contusivi e distorsivi anche in fase acuta
  • Patologie delle articolazioni (colonna ed arti)
  • Lesioni muscolari, tendinee, legamentose ed ossee sia post-trauma che post-chirurgia.

LASER FP3

È “La nuova, rivoluzionaria metodica terapeutica strumentale” messa a punto dallo stesso gruppo di lavoro (da cui il nome FP3): rappresenta l’evoluzione di oltre 15 anni di esperienza e il raggiungimento di ottimi risultati. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Alta Potenza
  • Multifrequenza
  • Simultaneità emissione delle 3 lunghezze d’onda
  • Elevata penetrazione nei tessuti
  • Straordinaria duttilità e maneggevolezza

La Peculiarità di tale sistema, è la copertura completa della “Finestra terapeutica”, mediante le tre lunghezze d’onda utilizzate e la conseguente trasmissibilità nell’acqua che consente una elevata penetrazione. In particolare indicato in presenza di:

  • Tendinopatie
  • Lesioni muscolari di 2° e 3° grado
  • Lesioni ligamentose parziali
  • Traumi contusivi e distorsivi
  • Meniscopatie capsulo – murali
  • Epicondiliti ed epitrocleiti
  • Condropatie
  • Discopatie
  • Artrosi ed Artriti
  • Fasciti plantari
  • Microfratture da stress
  • Edema interosseo od intra-trabecolare

CORRENTI INTERFERENZIALI

Sono correnti bidirezionali e a bassa frequenza. Si formano ed interferiscono con i tessuti nel punto in cui due correnti a media frequenza si incrociano. Hanno funzione essenzialmente analgesica e trofica con effetto in profondità (a frequenze inferiori a 50 Hz danno vasodilatazione, a frequenze superiori un’azione eccitomotoria.

INDICAZIONI

Artrosi e tendinopatie profonde – ipotrofia muscolare – disturbi neurovegetativi e morbo di Raynaud – fibromialgia, cefalea ed emicrania

CONTROINDICAZIONI

Portatori di pace-maker cardiaci, pazienti in gravidanza, applicazione su sedi di neoplasie.

ELETTROSTIMOLAZIONI MUSCOLARI

Trattasi di terapie fisiche di largo utilizzo in particolare in ambito sportivo, che prevedono l’uso di correnti eccitomotorie ad onda quadra bifasica, in grado di produrre una contrazione muscolare. Tramite l’impiego di programmi specifici, possono essere applicate a muscoli normoinnervati, parzialmente innervati o denervati.

INDICAZIONI

Ipotonotrofia muscolare post-chirurgica e post-traumatica, disequilibrio muscolare, trattamento di muscoli parzialmente innervati, denervati.

CONTROINDICAZIONI

Su pazienti epilettici, portatori di pace makers, pazienti cardiopatici gravi, applicazione su ferite e dermatiti

T.E.N.S.

Si tratta di una metodica di uso comune in medicina, soprattutto in ambito fisioterapico, con finalità analgesico-antalgiche di estrema efficacia, di facile utilizzo e a basso costo. Tale semplicità ne consente l’utilizzo anche a domicilio da parte del paziente per l’intero ciclo terapeutico. L’impiego della TENS offre un positivo aiuto per la risoluzione di molte patologie osteo-mio-articolari, dei tendini, dei legamenti e neuronali.

PRINCIPI

La stimolazione per via trans-cutanea è la tecnica elettroterapica più utilizzata negli ultimi anni: agendo a livello dei nervi periferici, riesce ad ottenere una sensibile diminuzione della sintomatologia dolorosa. La vie nervose deputate alla conduzione della sensibilità tattile e dolorifica fanno giungere le proprie informazioni, provenienti dai recettori periferici, al midollo spinale: a questo livello una via comune conduce le informazioni periferiche al cervello, che le elabora. Il principio fisiologico su cui la TENS fa riferimento è quello del GATE-CONTROL, o controllo a cancello. Se infatti questa via comune diretta al cervello viene impegnata da un eccesso di stimoli tattili (elettrostimolazione) viene inibita la conduzione degli stimoli dolorifici. In pratica si viene a chiudere il cancello a tutte le informazioni dolorifiche dirette al cervello. E’ come se un interruttore inibitorio bloccasse tutti questi messaggi. In questo modo, e senza l’utilizzo di farmaci, si crea un effetto analgesico che pone fine al circolo vizioso.

EFFETTI

L’effetto è immediato, il paziente comincia a sentirsi notevolmente meglio dopo circa 15 minuti ma questo effetto tende ad esaurirsi altrettanto rapidamente, dopo circa 4-5 ore. È quindi importante concludere un ciclo terapeutico di circa 10-20 sedute, della durata ciascuna di 30-50 minuti: in questo modo la contrattura muscolare riflessa si attenua di seduta in seduta ed i cataboliti eliminati consentono un’importante risoluzione del problema.

DIADINAMICA

Le correnti diadinamiche sono correnti unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza. Sono state scoperte da Pierre Bernard nel 1929. L’apparecchio può erogare cinque tipi di correnti diadinamiche:

  • Corrente monofase fissa: è costituita da impulsi emisinusoidali della durata dii O msec, seguiti da pause della stessa durata. La frequenza di questa corrente è di 50 Hz.
  • Corrente difase fissa: è composta da impulsi emisinusoidali della durata di 10 msec non seguiti da pause. La frequente è di 100 Hz.
  • Corrente corto periodo: è modulata in cui ad ogni secondo si alternano la corrente monofase e la difase.
  • Corrente lungo periodo: si alternano per un tempo maggiore la monofase e la difase.
  • Corrente sincopata: è costituita da corrente monofase, la quale viene erogata per un secondo ed interrotta per un altro secondo oppure viene erogata per 2.5 secondi ed interrotta per altri 2.5 secondi.

Le correnti diadinamiche vengono utilizzate a scopo antalgico, tuttavia sono in grado di realizzare:

  • Effetto analgesico Effetto trofico
  • Effetto eccitomotorio

IONOFORESI

La ionoforesi, o dielettrolisi medicamentosa, è una metodica che utilizza corrente continua per veicolare all’interno dei tessuti biologici gli ioni attivi di un farmaco disciolti in soluzione acquosa. Il suo impiego è iniziato dopo gli studi di Leduc, il quale nel 1900 dimostrò che, sotto l’azione della corrente continua gli ioni medicamentosi potevano attraversare la barriera cutanea e produrre effetti terapeutici confrontabili con quelli ottenibili con la somministrazione parentelare. Trattare la ionoforesi nell’ambito della fisioterapia è legittimo ove si voglia mettere in risalto la componente strumentale. La ionoforesi è indicata nel trattamento di patologie che interessano strutture non profonde e prive di abbondante rivestimento di tessuto muscolare e adiposo. E’ particolarmente efficace nelle patologie del gomito, polso, mano, ginocchio e tibio-tarsica. Numerose risultano essere le affezioni trattabili con la ionoforesi perchè, a seconda del farmaco utilizzato, questa tecnica può svolgere un’azione antalgica, antinfiammatoria, antiedemigena, miorilassante, ricalcificante e sclerotica.

ULTRASUONOTERAPIA

Gli ultrasuoni consistono in vibrazioni sonore a frequenza cosi’ elevata da non essere percepibili all’orecchio umano. Gli apparecchi di ultrasuonoterapia sono costituiti da un generatore di corrente ad alta frequenza, un cavo schermato e una testina emittente che di solito viene posta sulla zona da trattare in maniera fissa o mobile (in questo ultimo caso tra la cute e la testina stessa deve essere interposta una sostanza grassa o un gel ). Gli ultrasuoni possono essere usati anche in acqua la testina viene immersa nel mezzo idrico a circa 2 cm di distanza e parallelamente alla porzione da trattare.

Indicazioni:

  • Sciatalgie e nevriti in genere
  • Periartriti scapolo-omerali (anche in presenza di calcificazioni)
  • Epicondiliti
  • Morbo di Dupuytren
  • Contratture muscolari

Controindicazioni:

  • Presenza di neoplasie
  • In vicinanza dell’area cardiaca o degli organi sessuali
  • Osteoporosi
  • Flebiti in fase acuta.

MAGNETOTERAPIA

Questo dispositivo medico attivo, di tipo non invasivo ad uso temporaneo è costruito per utilizzare, a scopo terapeutico, gli effetti biologici indotti al corpo umano dai campi magnetici a bassa frequenza. Tale energia fisica generata da avvolgimenti elettrici, o solenoidi, comandati e controllati dall’apparecchiatura, viene applicata al corpo umano in modo non invasivo attraverso gli stessi trasduttori opportunamente rivestiti in modo da renderli sicuri e maneggevoli. Questa pratica terapeutica conosciuta ed apprezzata per i buoni risultati che permette di raggiungere nel settore fisioterapico, è denominata magnetoterapia. Gli effetti antiflogistici e stimolanti per la riparazione tissutale che producono i campi magnetici sull’organismo umano, consentono il raggiungimento di importanti risultati terapeutici soprattutto su patologie quali fratture, osteoporosi, artropatie, ritardi di consolidazione. I campi magnetici vengono impiegati nei servizi di terapia fisica a scopo terapeutico da qualche decennio. E stato ampiamente dimostrato che essi possono interagire con i tessuti biologici, anche se i meccanismi ditale interazione non sono ancora completamente chiariti. Bersaglio dell’azione dei campi magnetici sono i materiali ferromagnetici (magnetosomi di FeS 04), i centri paramagnetici (metallo-proteine di trasporto, metallo-enzimi, citocromi, ossigeno molecolare) e le macromolecole diamagnetiche, coinvolte nello svolgimento di attività enzimatiche. Gli apparecchi di magnetoterapia generano campi prevalentemente magnetici statici o tempovariabili con frequenza bassa. Effetti terapeutici.

Le modificazioni biologiche indotte dai campi magnetici sulle membrane biologiche, sulle cellule e sui vasi determinano i seguenti effetti terapeutici:

  • Effetto antiflogistico ed antiedemigeno La magnetoterapia svolgerebbe l’azione antiflogistica attraverso un processo di ripolarizzazione delle membrane cellulari. Alcuni autori sostengono che in seguito ad aggressioni meccaniche, fisiche o chimiche, le membrane cellulari si depolarizzino. Tale fenomeno determinerebbe una abnorme penetrazione del sodio all’interno delle cellule, ritenzione idrica ed evoluzione verso l’edema. La magnetoterapia arresterebbe tali fenomeni perchè è in grado di ripolarizzare le membrane biologiche e normalizzare l’azione della pompa Na/K. L’effetto antiflogistico è provocato da campi magnetici con intensità superiore a 50 Gauss.
  • Effetto stimolante la riparazione tissutale Alcune esperienze hanno dimostrato che la magnetoterapia è in grado di accelerare i processi di consolidazione delle fratture e di riparazione dei tessuti. L’effetto biostimolante della magnetoterapia sarebbe secondario all’aumentata attività metabolica cellulare e all’intensa neoformazione vascolare, che favorirebbe un maggior apporto di sostanze nutritizie. L’effetto biostimolante è influenzato dalla frequenza e dall’intensità del campo magnetico: in particolare è accelerata dai campi magnetici con frequenza di 50 Hz e intensità superiore a 50 Gauss.

In terapia fisica vengono sfruttati a scopo terapeutico l’effetto antiflogistico e biostimolante della magnetoterapia.